Arte

MOSTRA IN VILLA DEI LEONI
BARBETTI – LIBRALESSO

In collaborazione con il Comune di Mira, presso l’Oratorio Gentilizio di Villa dei Leoni, hanno esposto le loro opere dal 18 al 25 settembre Guglielmo Barbetti e Gianni Libralesso., pittori che, pur non residenti nel  comune di Noale, nelle loro opere conservano con il mondo artistico di  questa Città uno strettissimo legame, per storia, tradizioni e cultura 


Guglielmo Barbetti, Gianni Libralesso e l'amico Mario Maccatrozzo

In questa mostra di fine settembre hanno tracciato un percorso artistico, in un panorama di momenti espressivi che uniscono la pittura e la scultura in un fenomeno di consapevolezza e di espressione di valori, in cui la singolare individualità di ognuno di loro diventa sintesi dell’originalità delle opere esposte.
Nelle sculture di Barbetti ritroviamo i temi di attualità esposti nei cicli dedicati all’interpretazione evangelica e sociale del nostro tempo: “L’uomo chiamato Cristo”,


Barbetti, "L'Uomo chiamato il Cristo"

“Monumento al Sindacato”, rimarcano l’esperienza vissuta di giorno in giorno da chi si ritrova davanti alle difficoltà della vita, all’impresa e alla volontà di superarle, sapendo interpretare con forza il proprio impegno.


Barbetti, da "Monumento al sindacato"

Sono sculture in cui l’elemento emozionante è dato dalla sintesi dei gruppi in primo piano, stilizzati in posture quasi serrate, di soggetti che con le loro espressioni e la direzione del capo costruiscono la prospettiva dell’opera. L’accostamento dei colori rileva il senso umano dei soggetti.
Nelle opere pittoriche oltre all’espressione artistica è evidente un senso storico e di memorie personali: i diversi angoli del suo studio, i ricordi dei giochi d’infanzia dei figli, “El banco de Piero”, le vedute e i panorami dai tetti.



Barbetti, "El banco de Piero"


Barbetti, "Dall'alto dei tetti"

Rilevano il suo mondo, fatto di cose semplici ma non prive di nostalgia e di affetti, delineati da un grafismo preciso, dai contorni netti, in interni-esterni in cui l’ordine è calcolato in un “equilibrio” di stile e di eleganza raffinata, da un tocco espressivo, dall’impasto di colori decisi, dalle forti vibrazioni che lasciano spazio a elementi simbolici che nelle trasparenze dei vetri completano spesso i soggetti.


Barbetti, "Lo studio"

Il Maestro Gianni Libralesso, nell’esporre le sculture, ha seguito una linea classica che si incrocia con l’eleganza della forma, la forza plastica, l’effetto di equilibri e la proporzione delle figure stesse e  nella pittura si ritrova il forte richiamo alla tradizione veneta: nei colori e nella struttura, in una dimensione più attuale e a volte cromaticamente più accentuata.


Libralesso, "I suonatori"


Libralesso, "Sculture di busti"

Nella realizzazione dei busti in terracotta, dai colori patinati, trae ispirazione dal vissuto personale, a volte  il soggetto è lui stesso, o nella scelta dei personaggi ricerca l’identità con la realtà e gli eventi che fanno parte delle sue tradizioni come: nei “Suonatori di fisarmonica” dove l’atteggiamento, lo sguardo, l’emozione espressa fanno parte della personalità dei soggetti. In qualche nudino le forme vengono animate dal semplice gesto del corpo e dalla grazie delle forme.


Libralesso, "Scultura con nudino"

Nella pittura, i paesaggi con vari elementi, con sfumature degradanti ora in una pennellata rapida e leggera, ora più accentuata e accompagnata da ritmi cromatici, la luce  si decompone in sottigliezze  ed emozioni e non si staccano dalla realtà ma si trasformano in  visioni trasognate come nel quadro della bicicletta attraverso il quale l’elemento fondamentale diventa la percezione del movimento.


Libralesso, "La bicicletta"

Dietro le trame concise e ariose d’uno scorcio o di una villa, o tra i particolari più decisi d’una natura morta, risalta la traccia seducente e scorre il punto luce che rischiara. Ricerca l’elemento suggestivo, lo indaga e lo esprime nelle sue immagini e nei colori.


Libralesso, "Palazzo della Loggia a Noale"

Le atmosfere si dilatano e si imbevono di musicalità, in una variazione di toni, in un’essenzialità espressiva che sono frutto del suo amore per la natura, per l’ambiente circostante, per le preziose architetture che lo contraddistinguono.

Lidia Mazzetto